Robe da Gatti (ma non solo)

|

il mondo visto attraverso i nostri baffi

Bissi

aprile 29th, 2011

Bissi era la stupenda borzoi dello zio Ugo, elegantissima come ogni levriero, stupenda nella corsa, dolce e paziente di carattere, è stata una delle mie più care compagne d’infanzia. L’elegantissima Bissi era   compagna di Muni e Cleo i primi siamesi di casa!  Sempre regale, dignitosa ed affabile, Bissi era assolutamente incapace di far la guardia: tanto ci pensavano, molto energicamente, i gatti! Infatti, l’unica volta che  i ladri tentarono di  penetrare nella farmacia dello zio,  Muni e Cleo intervennero e sventarono il furto, mentre  Bissi continuò pacificamente a dormire sulla sua poltrona preferita. Un’imperatrice  non scende in campo: manda l’esercito!

Doppi auguri: Buona Pasqua a tutti e buon complegatto a Tami!

aprile 24th, 2011

A voi tutti la tribù Spuntìna vuole augurare una feMicissima Pasqua.

E colgo l’occasione per fare gli auguri, anche se a distanza, al mio topolino panterino Tami: non sappiamo quando sia nato ma probabilmente un giorno di fine aprile. Chissà quanto abbia sofferto coi suoi fratellini per l’abbandono immediato da parte di mamma gatta. L’abbiamo preso che era come nella foto sotto, era piccolino e piccolo è rimasto, ma fin da subito ha dimostrato di essere in zampa: la siringa di latte non gli interessava, perché le pappe di Spuntì sembravano più interessanti; curiosone, deve studiare tutto e saltare sopra i mobili un po’ per sfuggire alle grinfie del fratello ed un po’ per miagolargli che lui può!

Auguri topino mio, sei un micio adorabile, morbidosissimo e coccolone. Tu più degli altri sarai il mio cucciolino cagionevole ed indifeso, da sbaciucchiare sempre.

Tami ad un mese circa

Arturina e lo struzzo

aprile 19th, 2011

Questa ve la devo proprio raccontare:

durante il giretto di ieri con i nonni, siamo finiti di fronte a una grande villa. I nonni mi hanno spiegato che lì ci sono tanti animali, persino i daini! Mi sono avvicinata al cancello, perchè sentivo molti odori interessanti e nuovi per me. A un certo punto si avvicina un coso, grande e piumato. Alzo lentamente sguardo senza muovere un muscolo: accidenti, questo è davvero gigantesco!!! Ma cos’è? Assomiglia a un grande uccello, ma non vola. Ha un becco enorme e tante piume sul dorso, ma nessuna su collo e zampe. Mi chiedo davvero da dove sia uscito questo coso. Però non mi piace per niente il suo sguardo. Faccio un passo indietro e, con tutto il coraggio che ho, ringhio. “Stai lontano da me, chiunque tu sia!”. Quello mi fissa e fa un passo verso di me. Certo che con le sue zampe lunghissime, in un attimo me lo trovo proprio sopra la testa. E allora l’unica soluzione è la fuga. So che non è molto dignitoso, ma non avevo alternative.
Per fortuna, tra me e quel “mostro” c’era il cancello, in ogni caso ho preferito darmela a gambe.Alla sera ho raccontato tutto a mami e lei mi ha spiegato che quel coso era uno struzzo. Mai sentito.
Mi ha spiegato che gli struzzi sono uccelli, ma non volano; in compenso corrono velocissimi. Vedi che ho fatto bene a scappare? (Insisto, ci tengo a salvare un po’ di onore).
Chissà se i nonni mi porteranno ancora a passeggiare da quelle parti, avrei due cose da dire a quel… come si chiama? ah, struzzo!

Muni e Cleo -1954

aprile 11th, 2011

Muni e Cleo arrivarono nel 1953, due batuffoli  color crema con appena la coda e  le punte delle orecchie, delle zampe e del musino ombrati di grigio-argento e gli occhi color fiordaliso. Crescendo  divennero due  superbi  seal,  che facevano  bella mostra di sé nella farmacia dello zio Ugo: snelli, muscolosi ed eleganti, col caratterino coraggioso e determinato tipico di tutti i siamesi. Dall’alto degli scaffali, immobili ed altezzosi come antichi dei, fissavano i loro insondabili occhi di zaffiro sui clienti, che si estasiavano ad ammirarne la squisita bellezza, ma quando arrivavo io, i due grossi gatti accantonavano il loro sussiego e si abbandonavano a folli scorribande e, come  cuccioli, inseguivano palline  e tappi legati ad un cordino, si nascondevano tra gli scaffali del magazzino, scaturivano da scatoloni semichiusi, si materializzavano dalle ombre. Inutile dire, che uno dei  piccoli della prima cucciolata fu il mio Fufi. Una volta che un ladro si era introdotto nella farmacia dello zio, i due grandi gatti, furibondi,  lo costrinsero a  rinchiudersi in uno sgabuzzino scagliandosi inferociti contro di lui  e miagolando furiosamente, tanto da attirare l’attenzione di mio zio e del custode, mentre  la dolce Bissi , la grande e mite  borzoi, continuava tranquilla il suo sonno ristoratore sulla poltrona nel retro della farmacia!

Coop

marzo 27th, 2011

 

il nome Coop ha avuto un’origine particolare: al momento di trovargli un nome, mio padre, scherzando sull’aspetto a dir poco composito del nuovo arrivato, disse la fatidica frase: -sembra il figlio di una Cooperativa- e COOP fu!

 

 Anche Coop aveva origini misteriose.

 

Un giorno d’estate, mentre mio padre dipingeva il cancello, nella via comparve un cane stanchissimo, di colore indefinibile, sporchissimo,  impillaccherato, mio padre lo chiamò, il povero animale si avvicinò, si lasciò accarezzare e lo seguì in giardino. Mia madre lo rifocillò poi, dopo che si fu riposato, cominciò l’arduo lavoro di ripulitura. Durante i tentativi di districare il pelo, dal fango emerse un collare con una medaglietta del comune di Milano. Il veterinario che lo visitò e lo vaccinò ipotizzò un’età di 4 o 5 anni, ed altri 15 Coop li visse insieme a noi, un cane fortunatoe longevo, dunque. Le cose andarono così: siamo ad una quarantina di  chilometri da Milano, quindi, pensando che il cane si fosse perso durante una gita, mio padre telefonò al comune  di Milano, dove gli rispose un signore cortese che gli diede  il numero per contattare gli uffici dell’anagrafe canina, gli fu chiesto di richiamare dopo un paio di giorni. Quando ritelefonò, gli fu spiegato che il proprietario del cane era morto  un paio di mesi prima. Da quel momento, Coop divenne membro definitivo dalla famiglia. Evidentemente, i cari eredi avevano pensato di disfarsi del fedele amico del loro congiunto scaricandolo parecchio lontano dalla città.  Alcuni mesi dopo, una delle guardie del paese, chiacchierando con mio padre, vide Coop e gli disse che un cane simile era stato segnalato sulla statale, che é parecchio lontana da casa nostra,  ma che, quando erano arrivati i vigili, il cane  non c’era più. L’origine cittadina di  Coop gli lasciò alcuni comportamenti singolari: abbaiava solo  di giorno e mai a lungo e, per qualche tempo, uscendo in giardino, si teneva scrupolosamente sui marciapiedi e sui percorsi lastricati, ben attento a non calpestare l’erba, inoltre, amava molto  fare il bagno,  essere asciugato col phon  ed essere spazzolato mattina e sera.  A noi é sempre piaciuto pensare  che il suo amico umano avesse guidato i suoi passi fino al nostro cancello.

 

per l’unità d’Italia

marzo 17th, 2011

Dopo che un pelosetto è salito sul Ponte…

marzo 15th, 2011

Questa è Cometa, una degli ospiti del Gattile di Imola... e solo una dei tanti cani e gatti che aspettano una famiglia in tutta Italia!

«Quando muore un fedele animale di casa, piangilo, ma sostituisci al dolore l’affetto di un nuovo amico. Troverai in strada o in rifugio qualcuno che non rimpiazzerà mai chi l’ha preceduto, ma saprà regalarti nuove emozioni ed un ritrovato sorriso» Charles Baudelaire

L’altro giorno, mentre stavo facendo toeletta sul mobiletto del router all’ingresso, mi è scappato l’occhio al calendario che gli umani hanno appeso lì vicino. Questa frase ce l’avevo davanti agli occhi già dall’inizio del mese, ma forse mi ha un po’ intimidita la foto di Eva (che per la verità è una dolcissima cagnolona nera ospite del Canile-Gattile di Imola, e che si è guadagnata l’onore di essere il pet del mese di marzo sul calendario del Canile di quest’anno), così me ne sono accorta soltanto oggi.

Non so chi sia questo signor Baudelaire – e anche l’umana non mi è stata di grande aiuto: si ricordava ben poco di quello che aveva imparato di lui a scuola – ma mai come in questo caso posso dargli ragione a prescindere e scrivere: parole sante! Difatti, di tutte le ragioni opinabili o meno per non adottare un animale quella di non voler “soffrire quando muore” è decisamente quella più insulsa. Gira in due versioni, una più idiota dell’altra.

La prima è di chi un animale l’ha già avuto, ma appunto perchè quando l’ha perso ha sofferto troppo… non vuole più soffrire in quel modo. E quindi “congela” tutto così, senza dare una possibilità a nessuno: ad un nuovo animale di ottenere una famiglia e di rallegrarla con il proprio affetto, e a sè stesso di vedere lenito il proprio dispiacere.

La seconda (che a mio parere è la più imbecille) è la versione “a scopo preventivo”: non prendo un animale perchè poi quando muore ci soffrirei troppo. Insomma, io sono “solo” una gatta, ma sinceramente mi sembra un po’ stupido “rinunciare a 100 per il rischio di perdere 10″!

Insomma… gli umani non possono certo “rimpiazzare” un parente od un loro amico bipede, quando gli viene a mancare (Ve lo immaginate? Passano all’”Umanile”, e la conversazione sarebbe circa questa: “Mi dica, di cosa ha bisogno?”Guardi, io cercavo uno zio… ne ho avuto uno sui 50 anni che ho perso da poco, ma se ne avete anche di più anziani  può andarmi bene lo stesso”). Ma il vuoto lasciato da un cane o un gatto che sono stati in loro compagnia per anni può sicuramente essere nuovamente riempito da un altro cane o gatto. Riempito probabilmente in maniera diversa, ma di sorridere c’è sempre bisogno… e non importa in che modo! Secondo me non ha nessun senso privarsi della possibilità di ricevere ancora l’affetto di un animale… o privarsene proprio a priori per “paura del poi”.

Soprattutto nella prima ipotesi, se hanno voluto così bene al predecessore, sicuramente sarà una bella vita anche per il cucciolo o meno cucciolo che entrerà in casa dopo di lui. E anche per loro. E mi sembra una buona cosa per entrambi. ;)

C’è un’ultima cosa dell’aforisma di Baudelaire che voglio sottolineare: quel genio ha giustamente detto “Troverai in strada o in rifugio”. Pur avendo alle spalle gli antenati più misti che si possano immaginare e nessunissimo pedigree, posso capire chi ha una predilezione verso una certa razza di cane o gatto e si rivolge ad un allevamento. Posso capire, ma sono d’accordo lo stesso con i miei umani che dicono che non avranno mai in casa un gatto “di razza”… a meno che io non lo trovino abbandonato o in gattile (aggiungo poi che per il momento Leda mi è già anche troppo di compagnia, qua. Grazie!).

Perchè la regola in casa nostra è proprio questa: gatti di sicuro, ma “gratuiti”. Gratuiti nel senso che non si discute che provengano da gattili, stalli o da cucciolate privissime di pedigree che stanno cercando casa. Tra l’altro, vista la stupidità della gente, spesso in canile/gattile ci si trovano anche quei cuccioli di razza (ormai più cresciutelli) che ci si è pregiati di acquistare a caro prezzo in allevamento.

Visto che in questo blog bene o male sulle adozioni siamo tutti d’accordo, questo probabilmente è un post “superfluo”… però internet è grande, non si sa mai chi possa capitare su queste pagine. Mi piace pensare che magari, per caso… possa riuscire a far riflettere qualcuno. E se da questa riflessione potesse scaturire un’”inaspettata” adozione… tanto di guadagnato! :)

Quando torna mamma dal lavoro

marzo 11th, 2011

Ciao a tutti, volevo porvi una curiosità:

come accogliete i vostri bipedi quando rientrano a casa?

Quando mamma apre la porta di casa trova me subito e un pochino più indietro Tami e in fondo la Micetta (non ve l’ho ancora presentata, devo farlo).
Io faccio una bella capriola in avanti finendo poi panz’all’aria (mamma dice “ma che capocciate tiri, Spuntì??”) così lei può pastrugnarmi il pelo della pancia. Oppure mi “tonfo” a terra a zampe in su.
Tamino, che di suo deve imitare me ovviamente, non essendo in grado di fare capriole degne di un ginnasta come le faccio io, allora si rotola alla “come viene viene” cercando di finire panciall’aria per ricevere anche lui le coccoline.
La Rossa invece osserva distaccata…

Mamma gongola sempre…

E’ un oltraggio!!!!!!

marzo 9th, 2011

Sono inorridito, mi sento oltraggiato, offeso!!!

Mamma mi ha messo in gabbia un affarino verde e giallo, brutto, bruttissimo!!! Sono inorridito perché sono venuto a sapere che è un pappagallino piccolo! E io cosa sono??? Grrrr!!! Sono gelosissimo!!!!!!!!!!

Guardatelo qua!!! Non è orripilante???????

E' orribile!

Mamma di Nina e Sophie: Non è come Sophie vuol far credere.. Mi hanno suonato alla porta, dicendo che hanno trovato una cocorita in giardino e l’hanno presa. Io l’ho adottata temporaneamente, in attesa di ritrovare il proprietario o nuovi adottanti. Però mi ci sono affezionata.. nonostante sia appena un’ora e mezza che sia con me :’) Però Sophie e Nina rimarranno i miei amori, e pure Penny e Yara.. :)

Il dramma della sabbietta

marzo 8th, 2011

Sabbietta Radames - Eurospin (immagine presa dal web)

spedita realmente via mail da quella svalvolata della mia bipede.

da P. Sloggata <perennementesloggata @ blabblabbla . it>
a ufficioXYZ @ eurospin .it
data 02 marzo 2011 16:25
oggetto Sabbietta Radames

Buona sera,

sono Perennemente Sloggata e scrivo da Mari&Monti per “lamentare” il fatto che da ormai credo quasi 2 mesi, ho perso il conto, in città non trovo più la sabbietta per i miei gatti che compro da sempre. La mia famiglia dal 1994 o poco dopo ha sempre preso la vostra sabbietta e di conseguenza pure io da quando ho la fortuna di avere i miei pelosetti a Mari&Monti.
Dai punti vendita non riusciamo a capire perché non la ricevano più (abbiamo fatto il giro dei vostri negozi in città) e nemmeno altri conoscenti e clienti del negozio dove lavora il mio ragazzo si capacitano del fatto.
Temiamo che non ve la forniscano più, ma al solo pensiero tremo: sono un’affezionatissima dei vostri negozi e di alcuni prodotti specifici, soprattutto della sabbietta Radames e ci tengo a farvi sapere che non sono l’unica a preoccuparsi per la situazione.
Al di là del sorriso che spero di strapparvi nel leggere questa mail, vi chiedo di darci qualche informazione in merito: potrò ritrovarla ancora nei vostri punti vendita? Perché non si trova più? Quando la potrò ritrovare?

Ringrazio sentitamente e porgo i miei più miagolanti saluti.

Perennemente Sloggata

Eccone la risposta:

Buongiorno Sig.ra Sloggata,

In merito alla Sua mail ci scusiamo per il disservizio che stiamo creando e La rassicuriamo che non è nostra intenzione eliminare la lettiera Radames dall’assortimento.

La causa di tale disservizio è dovuto a problemi di reperibilità del prodotto.

Confidiamo che a breve il problema si risolva.

L’occasione ci è gradita per porgere cordiali saluti

Del Tizio Marianna (*)

Ufficio vendite/merchandising

(*) nome di fantasia

Speriamo in bene. Voi che sabbietta usate? Ogni quanto la cambiate?